Silvia ha trentacinque anni, un marito, una figlia, un aborto spontaneo alle spalle, un lunghissimo fidanzamento finito male, un sogno irrealizzato che si infranse non appena lo tirò fuori dal cassetto, una vita che non aveva previsto ma che l’ha resa felice, alla fine. Voleva salvare il mondo e combattere per tutte le creature che lo abitavano: tentò di imbarcarsi con un gruppo di animalisti, aveva diciott’anni, le cose non funzionarono e la sua vita virò bruscamente dalla meta che si era prefissata fin da bambina.
Anna, di due anni in meno di lei, è bella, bellissima. Così bella e forte che, diciannove anni fa, attirò le attenzioni del giovanissimo rampollo di una ricca famiglia dell’impresa edile, che undici anni dopo la sposò. Ha due figli, un bambino ed una bambina, quest’ultima arrivata un anno dopo il fratellino, inaspettatamente. Vive in un castello adesso, ed ha le sue abitudini, i suoi vizi, ma è rimasta la ragazza semplice e senza peli sulla lingua che è sempre stata.
Ha un gemello, poi. Catello, un campione fin da bambino, l’orgoglio della sua famiglia, della sua città, in Italia e fuori Italia, alle Olimpiadi, le vinse. Non è mai cresciuto, ma, adesso che ha una moglie e due figlie ed un cane, pur amando ancora i cartoni animati, si ritrova a preparare da mangiare all’una mentre aiuta l’altra a studiare.
Ah, e poi ci sono io. Silvia è la sorella maggiore, quella materna, la più buona di tutti. Dei gemelli, Anna è la bella e ricca moglie di un uomo importante, dalla lingua lunga ma il cuore d’oro, e Lello è un pezzo di pane, un Peter Pan eterno, che sa amare come pochi. Io, poi, non si è mai capito come fossi. Sono a metà, sono la figlia strana, quella che legge troppo, a cui piace studiare, che piange per poco, che è sempre un poco assente. Sono quella inclassificabile, quella arrivata per puro caso e quando lo si riteneva quasi impossibile, quella che è, da sempre, fermamente convinta che la storia delle persone che ama sia una storia tutto sommato semplice, per cui però varrebbe la pena scrivere un romanzo.
Eternal Flame, Audiomachine, ovvero una delle cose più belle che abbia mai sentito nella mia vita.
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia."
(Fonte: nonscappareanchetu, via continuoaperdermi)









